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A giudicare da queste misere - tuttavia pittoresche - rovine, è difficile pensare all'antica chiesa matrice di Torrocolo, da cui, già nel XIII secolo, dipendevano le chiese di S. Nicola, di S.Lucia, di S. Martino, di S. Cecilia e di S.Croce. Eppure, ancora nei primi decenni del secolo scorso, il Bertaux e Van Marle ci parlano delle pregevoli figure e splendide illustrazioni che ornavano questa chiesa, indicate come significativi esempi di una pittura di origine prettamente monastica, perché rivelava una maniera nuova di dipingere, forse preparata e svolta largamente proprio nei monasteri benedettini. Di questo importante ciclo pittorico, riferibile all'XI secolo, è rimasto parzialmente visibile solo l'affresco dell'abside, raffigurante l'Ascensione, che, negli anni cinquanta, il Pantoni provvide a far trasportare a Montecassino, dove si può tuttora ammirare in un'abside sulla sinistra della Loggia del Paradiso. Lo stesso studioso pensa che si tratti di un lavoro eseguito sotto l'Abate Desiderio (1057-1087) da un Magister cassinese, che rivela uno stile simile a quello degli affreschi absidali di Sant' Angelo in Formis. Questa antica chiesa, condannata ad un progressivo, inarrestabile deterioramento, rischiava di scomparire per sempre dalla cultura e dalla memoria cervarese: potrà, per fortuna, essere salvata dall' abbandono con interventi di conservazione ed uso turistico, che prevedono, tra l'altro, di installare nell' abside dei pannelli con copie degli affreschi dell' Ascensione. Guardando verso la sommità del monte Trocchio, dalla zona di Santa Lucia, siano immediata- mente colpiti dall'impressionante squarcio orizzontale, che si apre proprio sotto il brullo e rugoso costone centrale: "la Grotta". Questo colossale antro, forse già abitato nell' età del ferro, come farebbero supporre i frammenti di materiale fittile, rinvenuti nei pressi, e che ancora nell'ultimo conflitto mondiale, offrì rifugio e protezione alle comunità locali, si proietta nell'immaginario popolare con sequenze fiabesche, leggendarie. Secondo una vetustissima tradizione, conservata nella memoria storica cervarese, il luogo e l'intero sito del Monte Trocchio sarebbero appartenuti a San Benedetto, che in questa zona, dopo il suo trasferimento da Subiaco, avrebbe fondato la prima comunità monastica cassinese. |