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La storia di Cervaro
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La storia del territorio cervarese |
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Giovedì 05 Giugno 2008 14:34 |
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Cervaro attraversò poi i secoli oscuri delle invasioni barbariche e dello spopolamento, per rinascere come agguerrito centro fortificato, a controllo, insieme al vicino castello di Torrocolo, della pianura di Cassino. La sua privilegiata posizione strategica spiega, per il medioevo, l'attenzione che i potenti gli riservarono, a cui corrispose, tuttavia, un fiero spirito di indipendenza dei suoi abitanti, che più voltesi ribellarono contro una vessatoria oppressione fiscale e per conquistare una reale autonomia. Malgrado le distruzioni e le calamità, che nel tempo l'hanno più volte duramente colpita, Cervaro ci ha fatto giungere la voce di una popolazione laboriosa, attaccata ai suoi luoghi di culto (le chiese e il celebre santuario), nei quali i pregievoli affreschi, che ancor oggi ammiriamo, erano l'espressione di un'intensa devozione e di un'originale creatività. |
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Monte Trocchio : tra storia e leggenda (1) |
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Giovedì 05 Giugno 2008 14:35 |

Il Castello di Trocchio rappresenta, nella zona di Cervaro a valle della Casilina, la testimonianza storica più tangibile del territorio. Esso crea, con il luogo in cui sorge, un rapporto talmente radicato da far pensare quasi inevitabile la sua presenza, come fosse parte integrante del paesaggio. Situato ad oltre 400 metri di altezza, alla sommità di una vertiginosa gobba rocciosa del monte omonimo, palesa al primo sguardo la sua eccezionale posizione strategica, che ne fa il dominatore della fertile vallata sotto stante e dell'importante passo di Pastenelle, tanto da costituire un vero e proprio antemurale dell' abbazia di Montecassino verso il sud. La prima testimonianza storica del Castello di Trocchio si rinviene in un documento di conferma dei beni per il Monastero di Montecassino, sottoscritto dal papa Vittore Il (1055 - 1057). |
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Monte Trocchio: tra storia e leggenda (2) |
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Giovedì 12 Giugno 2008 14:02 |
Immediatamente alla sua destra si trova la chiesa di San Nicola, con la piazza antistante, dove la popolazione di Trocchio procedeva all'elezione dei propri sindaci, e, adiacenti, gli edifici della Curia. Le abitazioni si dispongono sulla parte bassa, su ripidi terrazzarnenti, adattandosi alla situazione morfologica del terreno. Tutta l'antica zona castellana è rimasta sostanzialmente immutata nella sua complessiva orditura topografica e spande ancora la magia del passato, della storia lontana: non è pensabile che un patrimonio di così grande importanza possa rischiare di scomparire, avariato dal tempo e dalle intemperie.
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Monte Trocchio: tra storia e leggenda (3) |
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Giovedì 12 Giugno 2008 14:03 |
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A giudicare da queste misere - tuttavia pittoresche - rovine, è difficile pensare all'antica chiesa matrice di Torrocolo, da cui, già nel XIII secolo, dipendevano le chiese di S. Nicola, di S.Lucia, di S. Martino, di S. Cecilia e di S.Croce. Eppure, ancora nei primi decenni del secolo scorso, il Bertaux e Van Marle ci parlano delle pregevoli figure e splendide illustrazioni che ornavano questa chiesa, indicate come significativi esempi di una pittura di origine prettamente monastica, perché rivelava una maniera nuova di dipingere, forse preparata e svolta largamente proprio nei monasteri benedettini. Di questo importante ciclo pittorico, riferibile all'XI secolo, è rimasto parzialmente visibile solo l'affresco dell'abside, raffigurante l'Ascensione, che, negli anni cinquanta, il Pantoni provvide a far trasportare a Montecassino, dove si può tuttora ammirare in un'abside sulla sinistra della Loggia del Paradiso. Lo stesso studioso pensa che si tratti di un lavoro eseguito sotto l'Abate Desiderio (1057-1087) da un Magister cassinese, che rivela uno stile simile a quello degli affreschi absidali di Sant' Angelo in Formis. Questa antica chiesa, condannata ad un progressivo, inarrestabile deterioramento, rischiava di scomparire per sempre dalla cultura e dalla memoria cervarese: potrà, per fortuna, essere salvata dall' abbandono con interventi di conservazione ed uso turistico, che prevedono, tra l'altro, di installare nell' abside dei pannelli con copie degli affreschi dell' Ascensione. Guardando verso la sommità del monte Trocchio, dalla zona di Santa Lucia, siano immediata- mente colpiti dall'impressionante squarcio orizzontale, che si apre proprio sotto il brullo e rugoso costone centrale: "la Grotta". Questo colossale antro, forse già abitato nell' età del ferro, come farebbero supporre i frammenti di materiale fittile, rinvenuti nei pressi, e che ancora nell'ultimo conflitto mondiale, offrì rifugio e protezione alle comunità locali, si proietta nell'immaginario popolare con sequenze fiabesche, leggendarie. Secondo una vetustissima tradizione, conservata nella memoria storica cervarese, il luogo e l'intero sito del Monte Trocchio sarebbero appartenuti a San Benedetto, che in questa zona, dopo il suo trasferimento da Subiaco, avrebbe fondato la prima comunità monastica cassinese. |
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