Cervaro: la sua più antica tradizione,
l'Infiorata - immagini del 02.06.2002
Per
il popolo cervarese l'Infiorata rappresenta un'occasione
tra le più importanti, attraverso la quale manifestare
l'amore e l'attaccamento alle proprie tradizioni religiose.
L'idea di decorare il manto stradale con i fiori, non è
nata tutta di un colpo, ma un po per volta. Non è
possibile stabilire con inconfutabile esattezza il giorno
e l'ora della nascita dell'Infiorata, si può soltanto
affermare che, a Cervaro, la festa dell'infiorata coincide
sempre con il giorno del Corpus Domini. Anticamente era
abitudine rallegrare la processione religiosa con una pioggia
di petali che venivano lanciati dai balconi al passaggio
del Santissimo. Successivamente si è passato a decorare
il manto stradale con disegni semplici quali cornici, fiori
o stemmi, usando materiali grossolani come foglie o grossi
pedali, per arrivare fino ad oggi. Ora si può dire
di aver raggiunto l'apice: i tappeti sono allestiti con
materiali molto raffinati e si tessono morbidi e vellutati
disegni, splendenti dei più vivi colori che la natura
sa offrire.
 "In
origine
.era la "Sc(e)nniàta", antichissimo
rito della nostra comunità, legato alla primavera,
che in filo ancestrale della tradizione aveva perpetuato in
una festa religiosa tra le più suggestive. Ora quel
rituale, mai sradicato dalla memoria collettiva, sopravvive
nell'Infiorata del Corpus Domini, che conserva straordinariamente
intatto tutto il fascino magico - religioso dell'antica "Sc(e)nniàta".
Ed è autentica festa di popolo, carica di socialità
e di quei sentimenti sanguigni ed insieme delicati, che connotano,
come ed antiquato, la nostra gente. Sfogliate le pagine dei
giorni che precedono la manifestazione dell'infiorata cervarese
è come rivivere accadimenti senza tempo, cerimoniali
che sono "memoria superstite" di quella "cultura
rionale" che altrove tende a disgregarsi. Come in una
saga medioevale, i rioni cittadini si affrontano in tenzone
combattuta fino all'ultimo
fiore. I "duellanti"
preparano le "armi" in gran
segreto: allegre
scampagnate, colorite dagli aneddoti dei più anziani
e dal canto ritmato dei ritornelli " alla rverza",
che danno libero sfogo alla graffiante satira cervarese. Così
senza fatica i fiori si accumulano - rigorosamente selezionati
- in capienti sacchi: margherite, rose, garofani, papaveri,
aculei in pino, ginestre, fiori da cardo
"lampazz"
, "curiul", "cacc e mitt" termini dialettali,
dal suo antico, da conservare gelosamente nello scrigno della
nostra inconfondibile "parlata". E, nella successione
frenetica degli "ultimi preparativi", giunge il
"giorno della disfida". L'estrema oscurità
della notte già ascolta i primi fremiti dei rioni,
il chiamarsi l'un l'altro, il ritrovarsi tutti insieme, come
nei tempi andati
Ai primi chiaroni dell'alba in campo
già sono scesi i "disegnatori" e le strade
"principali" dei rioni su animano, festose, dei
soggetti ideati dai Grandi Consigli rionali. Poi, dopo "mille
rifiniture", lizza entrano "i posatori" e decine
di varietà di fiori primaverili passano freneticamente
di mano per essere "acconciati" e risbocciare, incredibilmente
più belli, su tappeti d'asfalto aninimi e spellacchiati.
E le pitture floreali prendono forma, dipinte dal sentimento
collettivo. E' questa la vera festa: la ricompensa - anche
se fugace - dello stare insieme, il tornare a respirare il
gusto, la "vera anima" dell'Infiorata cervarese,
stupefacente simbiosi di devozione/competizione, momento di
spiritualità cristiana ma anche momento di esaltazione
personale, fratellanza ma anche sfida, umiltà ma anche
orgoglioso. In questo coacervo di "passioni", espressione
tipica di vitalità popolare, sta forse tutto il segreto
di quest'arte paesana così insolita e che lascia stupefatti
per la bellezza, la delicatezza, l'armonia e la perfezione
delle tematiche religiose rappresentate. Arte collettiva che
si esprime con il solo ausilio dei fiori, donati dalla natura."
|